“Aspettaci Terra”
Attraverso i
colori Marta interpreta il messaggio della Terra. Contrappone colori caldi e
colori freddi animando, attraverso la luce, le sensazioni, i sentimenti,
l’impegno e lo sdegno di fronte al comportamento dell’uomo lasciando però un pensiero
di speranza: “Aspettaci Terra”. L’umanità deve camminare verso il futuro con la
coscienza e la consapevolezza che gli elementi naturali: aria, acqua, terra,
luce sono fonte di vita per ogni essere, dobbiamo difenderli perché, attraverso
loro la natura ci può dare capolavori meravigliosi.
Marta
attraverso i colori caldi: i rosa, i rossi, gli aranciati ci porta a vivere momenti
di attualità e a volte di smarrimento come: l’evento del terremoto di maggio,
dove però un’immagine sacra sembra dare la forza e la speranza, o
nell’interpretazione del caldo e dell’estrema siccità, che quest’estate hanno
messo a dura prova la natura e la forza dell’uomo. C’è anche la consapevolezza che
alcuni disastri sono frutto della malvagità di chi offende la natura e la distrugge ad
esempio con i roghi, alimentando un
senso di sconcerto.
Anche nel
mondo dell’acqua le testimonianze diventano un messaggio: “Scampo”, dice il
pesce, salviamoci dalle acque inquinate dove non possiamo più vivere. Aria ed
acqua sono alimentate dal verde e dall’azzurro, colori freddi attraverso i
quali Marta si lascia andare ai sogni: “Distesa su un prato”, accesa da una
“Pura energia” che dà impulso alla vita nella “Magia del sole” e nell’estasi di
“Alle prime luci”. Attraverso i titoli dei suoi quadri apre un percorso dove la
natura è protagonista di momenti importanti ai quali non vuole rinunciare, le
cose meravigliose sono stimolo di speranze, del suo messaggio che diventa
un’aspettativa futura.
Ma anche
quando rappresenta il lago sommerso dalle immondizie “L’isola che purtroppo
c’e’ “ , quasi una discarica lasciata a testimoniare l’insensibilità umana, lo
spettacolo diventa una denuncia e un impegno verso la natura. L’immagine del
paesaggio, l’inquadratura delle suggestioni, assumono uno stretto significato
espressivo, in un’attenta gradazione di chiaro scuri e di contrasti, in un
fondo materico bene intonato alle suggestioni del tema, non a caso Marta ha
dato centralità a quest’opera attraverso la quale fa sintesi del degrado ma
anche delle meraviglie della natura.
Le immagini
si svolgono in rapporti essenziali e si dispongono in risultati strutturali,
attraverso intensi movimenti o in modulazioni raggiunte attraverso toni di luce
e ombra ed è nel colore che anticipa e distingue la profondità di campo o
d’inserimento di alcuni particolari. Le immagini risultano plasticamente
modellate per mezzo di rapidi passaggi graduati e differenziati, collegati alle
varianti di sfondo, si assemblano in unità organiche in relazioni reciproche di
luminosità.
Poi
raccoglie la sintesi della mostra in tre opere “C’è chi va e c’è chi viene”,
“Quello che vorrei sotto questo sole” e “Diamoci da fare”, le impronte lasciate
dal movimento di generazioni implicano che nella terra siamo in tanti che ci
muoviamo, che solo imparando a rispettarla potremo trovare nella luce del sole
la forza della vita, se ci mettiamo in movimento e ci impegniamo siamo ancora
capaci di realizzare i nostri sogni.
Anche Marta,
che ama la natura, si fa interprete con i suoi messaggi, della richiesta di
rispetto e dell’impegno verso “Madre
Terra”, lei stessa è un demiurgo che con
le sue capacità creative riesce a dare luogo a una nuova realtà, alimentando la
speranza verso un futuro più sostenibile.
Lidia Mazzetto

























Nessun commento:
Posta un commento